Cifoplastica

Cifoplastica Percutanea

Cifoplastica percutanea con palloncino nel trattamento delle fratture vertebrali da osteoporosi.

Introduzione Cifoplastica (Caso Clinico)

L’osteoporosi è, secondo la definizione dell’OMS, una patologia sistemica caratterizzata da una densità ossea inferiore a 2,5 deviazioni standard rispetto alla media della popolazione.

Negli Stati Uniti ci sono circa 24 milioni di persone affette da osteoporosi2 ovvero, nella popolazione ultracinquantenne, una donna su tre ed un uomo su otto.

L’infrazione di uno o più corpi vertebrali causa dolore, disabilità ed un aumento della normale curvatura dorsale del rachide (cifosi patologica).

Questa cifotizzazione determina un’alterazione della biomeccanica vertebrale ed una ridistribuzione dei carichi, aumentando di 5 volte il rischio di una nuova frattura vertebrale5.

Cause della Cifoplastica percutanea

Essa causa inoltre un’espansione viziata della gabbia toracica con problemi di ventilazione, successiva affaticabilità, allettamento e quindi ulteriore demineralizzazione ossea.

In definitiva si instaura una spirale viziosa con un aumento di mortalità del 23%6 rispetto a soggetti osteoporotici non portatori di fratture vertebrali.

Nel tempo, dal punto di vista terapeutico, si è passati dal riposo coadiuvato da analgesici e busto sino alla più promettente vertebroplastica.

Questa tecnica consiste nell’iniettare, per via transcutanea, una soluzione ad alta pressione di Polimetilmetacrilato (PMMA) nel corpo vertebrale.

Il consolidamento così ottenuto riduce il dolore

Tuttavia nel tempo sono emersi due grandi limiti di questa procedura:

1. il PMMA iniettato ad alta pressione determina stravasi di cemento e quindi possibili embolie nel 65%3 dei casi.

2. la procedura non ripristina l’altezza fisiologica del soma vertebrale e pertanto non risolve i suddetti problemi biomeccanici.

Per ovviare queste limitazioni è stata introdotta, nel 1998, una nuova tecnica di consolidamento osseo denominata Cifoplastica.

Tale metodica consente l’iniezione di PMMA a bassa pressione e riporta l’altezza del corpo vertebrale fratturato al valore precedente il trauma.

 

Cifoplastica con palloncino – indicazioni

Questa metodica è indicata in tutte le fratture vertebrali dolorose, osteoporotiche od osteolitiche delle vertebre toraciche o lombari causate da:

  • Osteoporosi primaria
  • Osteoporosi secondaria (es. ipercorticosurrenalismo, ipopara- tiroidismo primitivo e secondario)
  • Metastasi neoplastica osteolitica (es. mieloma multiplo)

Cifoplastica con palloncino – controindicazioni

Assolute

  1. Gravidanza (è necessario l’uso di raggi x)
  2. Anomalie della coagulazione (es. coagulopatie e trombocitopatie congenite e acquisite)
  3. Tecnicamente irrealizzabile (vertebra plana)
  4. Neoplasie vertebrali osteoblastiche (es. osteoblastoma)
  5. Osteomielite
  6. Frattura occorsa più di 6 mesi prima.

Ifoplastica con palloncino – Tecniche d’esecuzione

La procedura ha inizio con il corretto posizionamento del paziente che viene disteso prono su di un tavolo operatorio radiotrasparente; due rotoli collocati sotto lo sterno e la cresta iliaca consentono la corretta riduzione posturale.

Un amplificatore di brillanza è posto in modo da poter scattare agevolmente proiezioni in Antero-Posteriore (AP) ed in Latero-Laterale (LL).

Successivamente si procede all’individuazione del peduncolo mediante repere radiologico in proiezione AP (fig.5); viene quindi praticata una minima incisione longitudinale a circa 1 cm. di distanza dal repere (fig.6).

Subito dopo si utilizza un ago di Jamshidi da 11 G che, sotto controllo radioscopico in AP ed LL, viene introdotto per via transpeduncolare all’interno del corpo vertebrale per un massimo di 2 mm. (fig. 7 ed 8).

Rimosso il mandrino interno, si provvede ad inserire un filo guida sul quale far scorrere successivamente una punta da trapano di precisione.

Cifoplastica con palloncino – Risultati

I risultati ottenuti dalla cifoplastica sono davvero incoraggianti, infatti ben il 95% dei soggetti trattati ottiene un effetto analgesico dalla procedura3;

Mentre il 30% dei pazienti non deambulanti o deambulanti con assistenza ritorna, ad un mese dalla procedura, alla piena autonomia misurata con scala ADL7.

Dal punto di vista biomeccanico la procedura garantisce nel 70% dei pazienti un ripristino del 50% dell’altezza del corpo vertebrale7.

L’unica complicanza riportata in letteratura è rappresentata dallo stravaso di PMMA nell’8,6% dei casi, asintomatico ed in nessun caso intracanalare7.

Cifoplastica con palloncino – conclusioni

Da quanto appena esposto si evince in maniera chiara che il trattamento d’elezione per le fratture vertebrali in soggetti osteoporotici o portatori di lesioni osteolitiche sia rappresentato dalla Cifoplastica.

Questa procedura, che mantiene le caratteristiche di mini invasività della vertebroplastica, offre maggiori garanzie in termini di sicurezza e permette il ripristino di una condizione biomeccanica del rachide accettabile.

 

Bibliografia

1. Amar AP et al. Percutaneous transpedicular polymethylmethacrylate vertebroplasty for the treatment of spinal compression fractures. Neurosurgery 49: 1105-115, 2001
2. Cooper C et al. Population-based study of survival after osteoporotic fractures Am J Epidemiol 137:1001-1005, 1993
3. Gangi et al. Am J Neurorad 1994
4. Garfin et al NASS 2000
5. Heaney RP:The natural history of vertebral osteoporosis. Is low bone mass an epiphenomenon? Bone 13:S2-S26, 1992
6. Kado et al. Arch Intern Med 1999
7. Ledlie JT et al: Balloon kyphoplasty: one year outcomes in vertebral body height restoration, chronic pain, and activity levels J Neurosurg (Spine 1) 98:36-42, 2003

 

Torna all’elenco delle Patologie di Neurochirurgia

Ultimo aggiornamento: gennaio 2002.